La manutenzione degli impianti chimico-farmaceutici
La manutenzione degli impianti chimico-farmaceutici

Non solo moda. L’Italia è anche il Paese dell’industria chimico-farmaceutica. Con oltre 30 miliardi di euro di fatturato, di cui il 71% destinato all’export, il Pharma made in Italy si colloca al secondo posto nel mercato europeo, dopo la Germania, e ha visto una crescita, tra il 2010 e il 2017, del 21%, in controtendenza rispetto al manifatturiero che nel medesimo periodo ha avuto una flessione pari al 3%. Si intuisce perché, in uno scenario simile, la manutenzione degli impianti chimico-farmaceutici rappresenti una voce fondamentale. Infatti, analogamente a quanto è accaduto negli altri settori, è il concetto stesso di manutenzione che ormai, da centro di costo, ha assunto il significato di investimento strategico per tutti i processi riconducibili nel suo alveo. I moderni CMMS (Computerized Maintenance Management System), perciò, svolgono ruoli sempre più complessi, integrando la raccolta di informazioni specifiche suddivise per apparecchiatura e siti produttivi alla generazione di report statici sui tipi di guasti e sugli interventi effettuati. Questi ultimi, poi, possono essere suddivisi in interventi di natura correttiva, programmata e preventiva.

Rebecca Asset Management per il chimico-farmaceutico

Nel panorama dei CMMS più evoluti spicca Rebecca Asset Management, un sistema realizzato da Inspiring Software che è in grado di gestire l’intero ciclo manutentivo di tutti i comparti, compreso il comparto chimico-farmaceutico. Su questo fronte la sua adozione è particolarmente indicata poiché Rebecca è compliant alle specifiche CFR 21 Parte 11 della FDA (Food and Drug Administration) per la gestione elettronica dei dati (sicurezza e affidabilità). Infatti, così come previsto dall’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, il CMMS rende possibile le registrazioni di installazione, verifica e taratura degli strumenti di misura considerati critici per la produzione. E questa non è l’unica, ma una delle tante funzionalità della soluzione sviluppata da Inspiring Software che si aggiunge alle altre. Di seguito, ecco le principali:

  • gestione anagrafica di tutti gli attori coinvolti nella manutenzione: procedure, attrezzature, ricambi, manutentori, terzisti, commesse, centri di costo ecc.;
  • flusso di lavoro e autorizzazioni, entrambi configurabili;
  • organizzazione dei diversi livelli di accesso e delle gerarchie in maniera conforme alle indicazioni del CFR 21 Parte 11;
  • layout delle stampe personalizzabile;
  • interfaccia intuitiva e user-friendly;
  • pagina principale personalizzabile con le funzioni più utilizzate;
  • importazione ed esportazione verso Excel;
  • integrazione con il modulo Troubleshooting, che permette al manutentore di trovare la soluzione di un’anomalia analizzando lo storico degli interventi e le librerie di guasto del componente.

 

Il vantaggio competitivo nel Pharma con Rebecca

Per comprendere il fattore aggiunto che Rebecca porta nella manutenzione del settore chimico-farmaceutico, sarà utile ricordare che, all’interno di tale settore, in Italia spicca l’industria dei principi attivi farmaceutici o API (Active pharmaceutical ingredients), con una quota di mercato a livello mondiale pari al 9%. Poiché si tratta di un ambito a forte vocazione innovativa, in cui la velocità del time-to-market costituisce un reale vantaggio competitivo, poter disporre del migliore sistema computerizzato di gestione della manutenzione rappresenta un asset strategico. Laddove, al contrario, il “fermo macchina” e i guasti che richiedono tempi più lunghi di riparazione concedono ampi spazi di manovra alla concorrenza. Rebecca, a confronto degli altri CMMS, incarna fra l’altro un’evoluzione delle classiche piattaforme web-based dedicate al flusso manutentivo. La sua originalità è data dai numerosi moduli integrabili grazie ai quali è possibile sviluppare modelli di tipo predittivo. La definizione di questi modelli, con la conseguente creazione di funzioni che ne segnalano lo scostamento (ad esempio, carte CuSum o alert in caso di superamento di soglie critiche), consente di individuare tempestivamente sprechi, inefficienze e malfunzionamenti, fino a prevederne l’insorgere prima ancora che si verifichino. Con un risparmio in termini di costi e un’ottimizzazione dell’efficienza degli impianti dell’industria chimico-farmaceutica che si traduce in una maggiore celerità nel raggiungere gli obiettivi di business.

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