Come l’intelligenza artificiale può aiutarti a migliorare la tua azienda
Come l’intelligenza artificiale può aiutarti a migliorare la tua azienda

I progressi tecnologici e metodologici in ambito Big Data management, analytics e cognitive computing (ovvero gli strumenti alla base dell’intelligenza artificiale) stanno portando la rivoluzione nelle fabbriche e negli uffici di tutto il mondo, migliorando i workflow e le performance aziendali.

Dati e conoscenza alla base dell’Ai

Come? Pensiamo a un ecosistema lavorativo dove è possibile ottenere la massima visibilità su tutti i processi e le macchine, con un controllo capillare sulle funzionalità sia operative sia decisionali. Ogni dispositivo coinvolto nelle attività produttive e di business è dotato di intelligenza, ovvero della capacità di rilevare informazioni tramite sensori e inviarle grazie alla connettività e attraverso la rete ai sistemi analitici in cloud oppure on premise. Qui i dati vengono incrociati con una miriade di informazioni strutturate e provenienti da più fonti (soluzioni Erp e Crm, siti Internet, social networks, app e servizi digitali, portali di e-commerce eccetera), quindi elaborati per ottenere evidenze nascoste utili all’operatività aziendale.

Accelerare le decisioni, innescare automatismi

Grazie agli insights, non soltanto è possibile migliorare e accelerare il decision making, rendendolo più consapevole, accurato e attendibile poiché basato su grandi volumi di dati oggettivi, ma anche innescare automatismi per correggere le inefficienze e ottimizzare i processi, accelerando i percorsi di continous improvement. In quest’ultimo caso, saranno quindi gli stessi dispositivi intelligenti a ricevere istruzioni dai sistemi analitici e a regolare i workflow per eliminare anomalie o colli di bottiglia, massimizzando i risultati.

Algoritmi, il cuore pulsante dell’intelligence

Ma in tutto questo percorso di miglioramento continuo basato sull’artificial intelligence non è stato esplicitato un ingrediente fondamentale: gli algoritmi, ovvero le formule “matematiche” per trasformare correttamente i dati grezzi in informazioni a valore per prendere decisioni e attivare gli automatismi.

Gli algoritmi sono il cuore, la vera essenza dell’intelligenza artificiale che simula la capacità umana di apprendimento, ragionamento e problem solving: permettono infatti di conoscere l’esistente, comprendere le relazioni causa-effetto, ipotizzare scenari futuri, prevedere gli eventi e, quindi, formulare soluzioni nel breve e nel lungo periodo.

Come l’intelligenza migliora l’azienda

Ad esempio, poniamo il caso di un impianto produttivo costellato di smart devices, che rilevano parametri ambientali e informazioni sullo stato di salute ed esercizio dei macchinari: tutti questi dati, inviati ai motori analitici, permettono di individuare eventuali malfunzionamenti e correggerli prima che possano causare danni o fermi. Si tratta della cosiddetta manutenzione predittiva: gli algoritmi permettono di calcolare il rischio di guasto basandosi su informazioni raccolte in (near) real-time direttamente dalle linee produttive, permettendo una pianificazione esatta, puntuale e senza sprechi degli interventi manutentivi.

Con questi dati a disposizione, i sistemi analitici possono anche individuare eventuali correzioni da apportare ai processi manifatturieri e logistici in base alla tipologia di produzione: ad esempio, possono inviare input alle tecnologie di azionamento per regolare la velocità dei nastri trasportatori a seconda della merce da movimentare, oppure regolare da remoto la temperatura delle celle frigorifere per conservare al meglio certi alimenti.

Rimanendo sempre in ambito manifatturiero, si pensi all’importanza dell’intelligenza artificiale per anticipare i consumi e prevedere le commesse in modo da ottimizzare i volumi di produzione: incrociando i dati provenienti dai sistemi gestionali dell’azienda e dai sistemi di e-commerce diventa possibile prevedere gli ordini futuri e adeguare i regimi produttivi, evitando sprechi, riducendo le giacenze e accelerando il time-to-market.

Tuttavia, non è solo sul piano prettamente produttivo che gli algoritmi possono offrire un notevole contributo per il miglioramento delle performance aziendali: analizzando i dati provenienti dal web e dalle app, dalle interazioni dei consumatori con i dispositivi intelligenti, dall’utilizzo da parte degli utenti dei servizi digitali, i marketing manager possono intercettare abitudini di consumo e gradimento dei prodotti, anticipando i bisogni dei clienti e l’evoluzione della domanda.

Roadmap per l’implementazione dell’Ai

Insomma i vantaggi dell’artificial intelligence per migliorare l’azienda sono decisivi ed evidenti, tuttavia la roadmap per concretizzare il potenziale legato alla Big Data Analytics e al cognitive computing non è così scontata. Innanzitutto occorre circoscrivere l’ambito applicativo e le problematiche che bisogna andare a risolvere. Da qui il secondo step, che si rivela una chiave fondamentale per decretare il successo del progetto: si tratta, infatti, di identificare i dati che servono per l’elaborazione e gli algoritmi che consentono di trovare le risposte corrette alle interrogazioni. Si procede quindi alla fase di progettazione e realizzazione delle intelligenze, ovvero si sviluppano i modelli matematici e le funzionalità di cognitive computing specifici per l’ambito applicativo, garantendo la capacità di identificare le soluzioni e innescare automatismi. Infine, segue la fase di implementazione vera e propria all’interno del sistema, ricordandosi di ragionare nell’ottica del continous improvement: gli algoritmi vanno continuamente affinati e messi in discussione per ottenere risposte sempre più accurate e puntuali, minimizzando i margini di errore.

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